Salta al contenuto

Incontinenza urinaria: un disturbo comune, spesso sottovalutato

L’incontinenza urinaria è la perdita involontaria di urina. Può comparire in modo occasionale o diventare più frequente nel tempo e riguarda persone di età diverse. Nelle donne è più comune dopo gravidanza e parto, ma può presentarsi anche senza eventi clinicamente riconoscibili.

Le cause sono spesso multiple e si sommano tra loro. Possono intervenire modificazioni ormonali,  aumenti ripetuti delle pressioni addominali, stipsi cronica, sovrappeso, attività fisiche ad alto  impatto, interventi chirurgici o alterazioni del controllo muscolare e nervoso. In molti casi il sistema  della continenza perde progressivamente efficacia, senza che ci sia un singolo fattore responsabile. 

Non tutte le incontinenze sono uguali. La forma più frequente è quella da sforzo, in cui la perdita di  urina compare durante tosse, starnuti, risate o attività fisica. Esiste poi l’incontinenza da urgenza,  caratterizzata da un bisogno improvviso e difficile da rimandare di urinare, talvolta accompagnato  da perdita prima di arrivare in bagno. In molte persone queste due modalità coesistono,  configurando una forma mista. Distinguere il tipo di incontinenza è fondamentale, perché indica  quale meccanismo è più coinvolto e orienta correttamente il trattamento. 

Anche quando la perdita di urina è minima, l’impatto può essere rilevante. L’incontinenza urinaria  condiziona il movimento, l’attività fisica, il lavoro e la vita sociale. Se non affrontata, tende a  peggiorare nel tempo e può rappresentare un segnale precoce di un equilibrio pelvico alterato,  anticipando problematiche più complesse come il prolasso degli organi pelvici. 

Per molto tempo la risposta più comune è stata “gestire” il problema con assorbenti o salvaslip.  Questi strumenti possono essere utili per contenere il sintomo, ma non ne modificano la causa e  rischiano di normalizzare una condizione che invece merita attenzione clinica.  

Parlare di incontinenza urinaria oggi significa quindi spostare l’attenzione dalla semplice gestione  del problema alla cura della funzione, con un approccio consapevole, personalizzato e basato su  evidenze scientifiche. 

In questo contesto, la riabilitazione del pavimento pelvico rappresenta un intervento conservativo  centrale, orientato a migliorare la funzione, la coordinazione e la capacità del sistema di rispondere  alle richieste della vita quotidiana.

Vuoi parlarne?

Puoi contattarmi in modo riservato per capire, insieme, se per una valutazione.