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Perché il nome fondaco?

Il Fondaco grande “de Todeschi”


Con il governo della Serenissima Portogruaro ottenne notevoli vantaggi commerciali quali il monopolio del commercio del ferro diretto a Venezia e la vendita del sale. Gli scambi commerciali con Venezia avvenivano su barca, lungo il corso del fiume Lemene, e poi nella laguna veneta, e contribuirono a far diventare Portogruaro il centro più importante dell’area. Sulla riva sinistra del Lemene vennero realizzati numerosi fondaci, ovvero depositi o magazzini di merci, tra i quali fuori al di fuori della cinta muraria il Fondaco grande detto “Fontego de Todeschi” con annessa dogana.


Il Fondaco venne approvato dal Doge Francesco Foscari nell’anno 1447 ed era costituito da un complesso di magazzini che occupavano un’area di circa 2.000 mq intorno all’attuale Via A. Bon. La parte bassa dell’edificio, un tempo sede degli uffici, a inizio del 900 era occupata dall’Unione Agraria Cooperativa e da un’osteria, come si vede dalla foto d’epoca.

Il Fondaco era conosciuto anche per il monumentale arco d’ingresso realizzato in pietra d’Istria, citato dallo storico Antonio Zambaldi nel suo libro “Monumenti storici di Concordia ed annali della città di Portogruaro” che all’anno 1557 testualmente riporta: “Fu parimenti coperta di pietre d’Istria la strada del borgo di S. Giovanni ed eretto il sublime portone di pietra viva alla Dogana, sopra cui fu scolpito: Marco Pasqualico Anno Dom. MDLVII.

arco del fondaco progetto
arco del fondaco oggi

L’arco d’ingresso rimase nella sua sede fino al 1934, quando venne smontato per fare posto al ponte di Via A. Bon che raccordava le due rive del Lemene, congiungendo Borgo S. Giovanni a Borgo S. Agnese.

Nel 2014 l’arco è stato riposizionato in Borgo Sant’Agnese, nell’area antistante l’omonima chiesa.